Per imparare

Nella sezione Adipofilling di CRPUB.ORG Medical Video Journal, ISSN 1971-8152, sono pubblicati gli interventi innovativi della metodica.
Assisterete agli interventi come se foste al tavolo operatorio.
Le FAQ e le risposte contribuiscono alla conoscenza delle diverse tecniche.

Training Programme

In questa sessione potrete partecipare agli incontri di live surgery organizzati e ai corsi teorici.

Sopravvivenza degli adipociti nell’Adipofilling®

Alberto Cavalchini
Due teorie sono state formulate riguardo all’esito degli autotrapianti di grasso tradizionali: la prima contempla la progressiva morte cellulare degli adipociti e la loro sostitituzione da parte di istiociti, che fagocitano i residui cellulari, con eventuale formazione aggiuntiva di micro cavità cistiche e di tralci fibrotici. La seconda riconosce la capacità di sopravvivenza a lungo termine del grasso innestato
La sofferenza dei lobuli impiantati si traduce in una lisi adipocitaria, con liberazione di acidi grassi e glicerolo, che possono alterare l’equilibrio osmotico locale e favorire la comparsa di edema che, a sua volta, peggiora la perfusione capillare settale, già alterata dall’insulto meccanico del trapianto.
La sofferenza del microcircolo può rappresentare il principale movente della fibrosi, che è stata documentata istologicamente in pubblicazioni recenti su prelievi bioptici ottenuti nei mesi successivi a impianti localizzati di grasso autologo. Tale fibrosi costituisce l’aspetto più rilevante, insieme alla progressiva diminuzione volumetrica del grasso impiantato e della qualità meccanica degli innesti di lobuli adiposi autologhi innestati con gli interventi tradizionali. Questo risultato è coerente con le evidenze sperimentali dell’articolo di José Guerrerosantos, Gonzalez Mendoza et al., pubblicato già nel 1996, che mostravano che l’aumento del volume dei singoli innesti di grasso autologo, anche se impiantati al di sotto della fascia sottocutanea profonda, comportava tanto una sofferenza metabolica degli adipociti delle porzioni centrali degli innesti, per la loro distanza dal letto capillare, quanto una ischemizzazione del medesimo per la compressione esercitata dal grasso.
L’Adipofilling® sembra, all’opposto, ovviare sia macroscopicamente, sia microscopicamente a tali inconvenienti.
Le immagini istologiche di prelievi di tessuti molli precedentemente impiantati con la nuova tecnica dell’Adipofilling® fanno bene apprezzare la vitalità degli adipociti singoli o raggruppati in poche unità.

Riferimenti
Latoni J. D., Deirdre M. M. and Wolfe S. A. Overgrowth of fat autotransplanted for correction of localized steroid induced atrophy. Plast. Reconstr. Surg. 106: 1566-1569, 1999.Guerrerosantos J., Gonzalez Mendoza A., Masmela Y. Long term survival of free fat grafts in muscle: an experimental study in rats. Aesth. Plast. Surg. 20:403-408, 1996.

Adipofilling® e trofismo cellulare

Pietro Morini
Dal punto di vista istologico e istochimico l’invecchiamento dei tessuti sottocutanei è rappresentato da un processo biotrofico regressivo, che si evidenzia con: la diminuita contiguità delle membrane adipocitarie, l’aggregazione di cellule scarsamente irrorate, una maggiore fibroistopoiesi in risposta ai fattori stressanti, una rete di capillari rarefatta, frequente stasi di fluidi nella matrice extra cellulare, ma soprattutto dall’espansione degli spazi interstiziali tra cellula a cellula. La condizione d’ipofunzionalità è espressione di una struttura vuota, o meglio privata degli elementi cellulari che ne regolano la primitiva funzione: gli adipociti. L’Adipofilling trasforma il tessuto adiposo ottenuto per liposuzione o chirurgicamente in tessuto cellulare: adipociti vitali, cellule stromali e materiale connettivale. Quando il materiale ottenuto dal procedimento è iniettato appare inizialmente palpabile al tatto nella stessa maniera di un materiale non riassorbibile. Dopo alcuni minuti e un leggero massaggio gli elementi cellulari e connettivali si inseriscono nella trama connettiva contribuendo all’aumento volumetrico dell’area. Quando ciò avviene, la sensazione di edema duro conseguente all’iniezione scompare. La penetrazione e l’integrazione dell’Adipofilling nello stroma consentono al tessuto sottocutaneo di riacquistare in breve tempo la normale consistenza, nonostante l’aumento volumetrico. La differenza tra l’innesto cellulare dell’Adipofilling e quello lobulare del lipofilling sembra riguardare il rapporto del materiale iniettato con lo stroma connettivale. Nel primo caso gli adipociti s’integrano nello stroma, nel secondo caso lo spostano. Le implicazioni vascolari e trofiche sono facilmente intuibili.