FAQ

D) Quanti anni di ricerca sono stati necessari per rivoluzionare la flebologia e mandare in pensione le tradizionali tecniche di cura delle vene, la scleroterapia, la safenectomia, le flebectomie multiple, le legature funzionali, il laser, ecc.?
R) Ci lavoriamo dal 1993, anno in cui abbiamo realizzato la soluzione che, opportunamente diluita, ci ha permesso di rigenerare la parete delle vene.

D) Come è stata accolta dai pazienti la TRAP?
R) I pazienti la vedono come l’ultima speranza di risolvere i loro problemi venosi. La TRAP pur essendo giovane, è comunque in grado di farlo.

D) Come è stata accolta dai colleghi la TRAP?
R) Con enorme interesse, soprattutto da parte dei medici più giovani e di quelli più anziani. Se si digita “Fleboterapia” su internet in questo momento, gennaio 2011, ci sono 1350 voci. Quando ho ideato il termine Fleboterapia, questo termine non era presente su internet. La TRAP si sta diffondendo molto rapidamente e gli stessi pazienti contribuiscono alla diffusione della nuova cura.

D) Questo cosa significa?
R) Significa che la tecnica è facilmente ripetibile da tutti i medici e che c’è interesse a livello della flebologia mondiale. Tutti gli anni sono invitato dalla Société Francaise de Phlébologie.

D) In questo video noto che ha aumentato le dimensioni della siringa, oggi di 12 cc, ed anche l’ago oggi di 26 G, perché questa modifica della tecnica iniettiva?
R) Con una siringa più grande sono in grado di iniettare una maggiore quantità di soluzione rigenerativa per singola iniezione. Una maggiore quantità di soluzione entra in contatto con una maggiore superficie endoteliale, rendendo più rapido e più stabile il risultato. È necessario ricordare che noi dobbiamo curare la parete dei vasi non visibili, che costituiscono la ricca rete di vasi, perforanti e comunicanti, che mettono in comunicazione il circolo superficiale con il circolo perforante.

D) Cosa pensa del laser?
R) Il laser potrebbe essere utilizzato in alcune patologie venose superficiali difficilmente iniettabili, ad esempio gli angiomi teleangectasici. Il suo utilizzo nella malattia varicosa è irrazionale. Pensare di poter trattare una patologia tridimensionale con una metodica bidimensionale dimostra una completa ignoranza della fisiopatologia del circolo venoso degli arti inferiori.

D) Cosa pensa delle flebectomie?
R) Anche senza fare riferimento ai concetti conservativi della TRAP, le flebectomie multiple non hanno più alcun motivo di essere fatte. L’unico motivo per cui venivano fatte era che non residuavano le pigmentazioni post-scleroterapiche permanenti caratteristiche delle vecchie soluzioni sclerosanti. Oggi con la soluzione di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico, utilizzato a concentrazione sclerosante (6%, 8%, 10%) è possibile sclerosare le vene senza che insorgano pigmentazioni post-scleroterapiche permanenti. È evidente che è molto più conveniente fare una semplice iniezione piuttosto che strappare una vena. Lo strappo di una vena, dobbiamo ricordare, comporta spesso anche una lesione nervosa e linfatica che si manifesta con edema e parestesie.

D) L’iniezione della soluzione rigenerativa nelle vene perforanti, visibili con il Veinviewer, ha permesso di ottenere un risultato veramente notevole e dimostra l’importanza delle vene perforanti nell’eziopatogenesi della malattia varicosa. Mi chiedo se questo trattamento eseguito esclusivamente nelle perforanti possa essere applicato in tutti i pazienti o solo in questo caso.
R) Con il Veinviewer, le perforanti dilatate sono facilmente iniettabili. In altri pazienti si esegue una tele-iniezione ovvero s’inietta nei vasi superficiali e si spinge la soluzione in profondità.

D) Quanta soluzione s’inietta?
R) Anche 3-5 ml per singola iniezione. Non bisogna essere timorosi!

D) L’uso di una siringa di maggiori dimensioni, da 10 ml o da 30 ml mi sembra molto utile, soprattutto nei pazienti con vene reticolari grosse.
R) Sì, consente di iniettare una quantità di soluzione Bisclero sicuramente efficace e si prepara rapidamente.

D) L’iniezione nelle perforanti evidenziate con il Veinviewer è semplice, perché l’ago della siringa è introdotto perpendicolare, com’è la vena. Iniettando una perforante l’operatore si basa esclusivamente sulla pressione dello stantuffo della siringa. Al contrario l’iniezione nelle vene ectasiche del circolo superficiale con questi nuovi mezzi diagnostici di riflessione e assorbimento della luce necessita di un po’ di esercizio Con il Vein lite si vede il sangue scorrere via se l’iniezione è correttamente endovasale. Con il Veinviewer non si vede il sangue scorrere via ed è più difficile capire se l’ago è in vena o no. Cosa ne pensa?
R) Sì. Io penso che la realizzazione di nuovi strumenti diagnostici venosi ci fa comprendere che l’evoluzione della terapia flebologica va verso un accurato studio del territorio, soprattutto delle piccole vene perforanti, un tempo ritenute poco importanti, perché non visibili con l’ecocolordoppler. Il nostro attuale lavoro di ricerca è individuare i limiti e le precise indicazioni dei nuovi strumenti a nostra disposizione.

D) S’inietta una concentrazione diversa della soluzione Bisclero, rispetto a quella utilizzata per la cura dell’insufficienza venosa?
R) No la concentrazione è la stessa. Si inietta una soluzione di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato al 3%. Si inietta in tutti i vasi visibili con la transilluminazione, una quantità di soluzione idonea a raggiungere le vene perforanti, fino a 7 ml per singola iniezione.

D) L’arto deve essere bendato?
R) Il bendaggio o la contenzione con calze elastiche è essenziale perché favorisce la rigenerazione della parete delle vene.

D) L’ulcera è guarita in tre settimane, senza modificare la medicazione, questo mette in rilievo l’importanza della correzione funzionale del circolo. Quanto è importante?
R) Molto importante. Con le medicazioni tradizionali o avanzate, l’ulcera può anche chiudersi, ma è facile che si riapra perché non è stata corretta la causa anatomica che l’ha generata. Le metodiche di trattamento tradizionali sono poco efficaci e a volte dannose proprio perché non correggono adeguatamente la causa anatomica della patologia. Ricordo che la patologia venosa è tridimensionale ed estesa a tutto il circolo perforante e superficiale.

D) Nel filmato si parla di prevenzione quanto è importante?
R) Se si fa la prevenzione non si formano ulcere e la cute non presenta i danni trofici che rendono difficile l’iniezione dei vasi ectasici.

D) Che futuro ha la TRAP?
R) Ci siamo attivati per la registrazione del farmaco con tutto il nostro impegno ma siamo stati bloccati dall’irrazionale libido legiferativa che sta portando il nostro mondo occidentale alla rovina. In Italia, per ora, è possibile a tutti i medici ordinare la soluzione e usarla liberamente. All’estero i medici che desiderano usare questa soluzione devono attivarsi a trovare un laboratorio che produca la soluzione mettendosi poi in contatto col nostro gruppo. In conclusione la cura della più frequente malattia del mondo ha avuto le attenzioni che l’Occidente si merita.

 

Korpo ringrazia il Medical Video Journal CRPUB.ORG open access per il mareriale che ci ha messo a disposizione.